Solitude

Solitude: …poi ci sono inverni in cui decidi di essere una di quelle piante acquatiche sempre intente a riflettere nell’acqua i propri occhi per cercare di leggerci soluzioni, finendo così al bacino di un fiume che sotterraneo attraversa la città con il suo canto prima di andare a morire placido tra le braccia del mare. Uno di quei momenti in cui Bukowski ti cammina nelle viscere con il suo pensiero sulla gente che corre come se avesse il fuoco sotto il sedere, perché -a suo dire- impauriti dall’essere soli ed affrontare se stessi. “A me fa paura la folla”.