Quando tutto finisce

Lo scorso ottobre passeggiavo per le spiagge nei dintorni cittadini. Guardavo i resti che la fiumana turistica estiva aveva lasciato al suo passaggio. Non bottiglie, non spazzatura. Avevo nelle narici, oltre a salsedine e silenzio, l’odore forte e acre delle storie che sembravano per sempre tra un granello di sabbia e un “quando finisce la scuola ci rivedremo”. L’autunno alle porte col silenzio surreale di quando tutto finisce e devi riorganizzare una muscolatura facciale dopo giorni passati a sorridere. Altalene che fino a settimane prima dondolavano promesse e baci, guardavano vuote orizzonti annoiati e spiagge deserte. Quando tutto finisce, anche le parole che prima dondolavano sull’altalena della speranza, gli sguardi che si annodavano e la vita che ti percorreva le vene, sono solo racconti intorno al fuoco di quello che è stato. 
Nel cigolio della brezza a forma di altalena sconfitta.

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